I colori di una terra antica



 

 

In Maremma

I contorni nitidi,
i colori freschi,
le ombre umide,
l'aria intatta
che lascia
i profumi della notte,
azzurrro
su luci di perla.
E' un mattino.

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Anna Maria Innocenti Periccioli, Come la terra,
I quaderni di firma nostra, Firenze

 


 

 



Saturnia etrusca

Tramonto di Maremma,
che le cose illumina
come vampata di fuoco,
sull'erbe cade
e tra i rami fluttua
con riverbero di sangue.
Si destano le pietre antiche,
e ogni sasso lambito
dalla luce di fiamma
la vita riconosce
nell'alito del vento.
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Anna Maria Innocenti Periccioli, Come la terra,
I quaderni di firma nostra, Firenze

 

 

 

 

 


 


 

Maremma dolce e amara

Ché per velenosa e traditora che fosse, e abbandonata e selvatica come a vederla ora non se ne ha nemmeno l'idea, era anche tanto bella, in tutto quel susseguirsi di trasognate solitudini, cupe di boscaglie o smaglianti d'acquitrini erbosi, di cui non animavano gli assorti silenzi che il rombare lontano delle mareggiate sul litorale, il frusciare e il mugolare del vento sulle selve e sulle forre, il muglio d'una mandria brada, lo schiamazzare d'un branco d'anatre dentro un canneto, o a volte, sull'annottare, il richiamo svanito d'una campana da un bogo perso fra le macchie, chi sa dove. Una terra che stregava: forse, soprattutto, per quella sensazione che dava, di libero e di avventuroso.

Guelfo Civinini, La casa dei sette pini, Edizioni Mondadori 1966

 

 

 

 

 


 

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